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martedì 30 giugno 2009

In Rainbows Disk 2 in vendita (a prezzo fisso)


Scopro solo oggi (la notizia è del 6 giugno) che i Radiohead hanno messo in vendita attraverso il proprio blog DeadAirSpace, così come fecero nel dicembre del 2007 con il Disk 1 di In Rainbows, il secondo cd, quello che era acquistabile esclusivamente con il CD Box da 60€ (contenente doppio cd, doppio vinile, photo album, testi etc che naturalmente posseggo) :-)

Il CD 2 di In Rainbows però, al contrario del primo, non è stato messo in vendita ad offerta libera (ricordate, "No really. It's up to you") ma al prezzo fisso di 6$.



Non so come la vedete voi, ma dopo tanto clamore e polemiche generate dall'ormai lontana operazione di marketing di In Rainbows (parecchi, tra gli addetti ai lavori, hanno commentato negativamente la vendita dell'album, gli ultimi in ordine cronologico sono stati Sonic Youth, definendola ingenerosa e riduttiva nei confronti del lavoro svolto dai musicisti, soprattutto quelli emergenti) questo sembrerebbe, seppur in parte, un piccolo passo indietro quasi a voler riprendere le distanze rispetto a quello che è stato.
Sta di fatto che, dal mio punto di vista, la vendita di In Rainbows rimane comunque la più importante case history per il settore discografico degli ultimi 10 anni, ovvero dallo sviluppo di internet (e di iTunes successivamente) a livello mondiale.

I numeri dell'operazione sono e resteranno fondamentali per tutti gli addetti ai lavori nell'andare ad individuare il business model per un settore ormai allo sbando.

Dimenticavo, vi consiglio vivamente di acquistarlo, merita almeno quanto il Disk 1.

mercoledì 25 marzo 2009

Last.fm e i nuovi business model


E' notizia di questa settimana che Last.fm dal prossimo 30 marzo, in tutto il mondo tranne che in USA, Germania e UK, diventerà a pagamento.
Solo questi tre paesi infatti hanno "superato l'esame" e sono riusciti a sopravvivere al business model 2.0, ovvero tutti i contenuti gratis grazie ai ricavi provenienti dai soli inserzionisti pubblicitari.

Questo improvviso, ma non tanto inaspettato, cambiamento di direzione di Last.fm arriva proprio nel momento in cui molti (sempre di più in verità) si stanno chiedendo quale sia effettivamente il modello di business più adatto per i social e il web in generale.

Leggevo proprio ieri, sul numero di aprile di Wired, una interessante intervista a Chris Anderson, in merito alla cosidetta politica del Gratis, che ha ormai trasformato il web in un enorme discount a costo zero.
Anderson considera ancora efficace questo modello di business, modello che effettivamente risale a tanti anni fa (con la radio e la televisione) e lo afferma con forza attraverso il suo blog rispondendo duramente all' Economist, il quale in un recente articolo dichiarava e sanciva la definitiva crisi dell'attuale business model.

Anderson parla della diffusione sempre maggiore dei "trial" o servizi "free" come anticipazione di un servizio (o applicazione nel caso delle iPhone Application) a pagamento, strada che sembra essere stata intrapresa con successo ormai da molti (vedi Flickr e Flickr Pro).

Staremo a vedere comunque le prossime evoluzioni, in primis quelle di Twitter, che ha dichiarato di star studiando nuove fonti di redditto.